Da quanto tempo l’invaso del Camastra è sotto prescrizioni?
Il presidente del Cda di Acque del Sud, Luigi Giuseppe Decollanz, nel corso della conferenza stampa del 31 Ottobre u.s. ha spiegato che nessun rilascio volontario di acqua c’è stato il 18 ottobre 2024.
Gli crediamo.
Tuttavia dall’analisi dei dati quotidianamente pubblicati dall’Autorità di Bacino competente, si evince che la conduzione dell’invaso è da tempo (probabilmente fin dal 2019) soggetto a delle prescrizioni che portano a regolare le quote dell’invaso in modo da mantenere il livello dell’invaso sotto una soglia stabilita.
Dal grafico giornaliero del volume netto dell’acqua nell’invaso (dati dell’Autorità di Bacino) si vede chiaramente come le operazioni di svuotamento dell’invaso tendano a mantenere il volume netto dell’acqua invasata al di sotto degli 8-9 milioni di mc.
Tale comportamento è facilmente deducibile dai grafici relativi ai volumi netti dell’acqua invasata che mostrano come, ad esempio nel gennaio 2023, ben 10 milioni di mc (Mmc) di acqua siano stati rilasciati in meno di 10 gg (dal 21 al 29 gennaio) per riportare i volumi invasati (cresciuti nei giorni precedenti fino a 18 milioni di mc) al livello di circa 8 milioni di mc.
Non c’entrano quindi né i cambiamenti climatici né una stagione particolarmente secca. Mantenere l’invaso a questi livelli non risponde alla ragione stessa per cui è stato costruito. Garantire, cioè (come potrebbe, anche solo con la sua capacità attuale di 23,70mc) il pieno soddisfacimento delle necessità dei comuni serviti anche in periodi gravi carenza di piogge.
Per intenderci con quei 10Mmc invasati, piuttosto che scaricati, non saremmo in questa gravissima crisi.
Ci chiediamo:
- Quali prescrizioni ha ricevuto l’ente gestore della diga per giustificare questo comportamento?
- Per quale ragione o quali specifiche ragioni di sicurezza?
- Quando queste prescrizioni sono state ricevute?
- Quali interventi erano stati richiesti per il ripristino della funzionalità della diga (al di là dello sfangamento in assenza del quale la diga comunque avrebbe potuto invasare circa 24 Mmc)?
- Quali interventi da allora sono stati messi in essere per ripristinare le possibilità di invasare (almeno) fino a 24 Mmc come prima delle prescrizioni?
- Chi e quando è stato informato dei rischi cui si andava incontro per effetto del mancato ripristino della funzionalità dell’invaso in modo da consentire di arrivare preparati ad una crisi idrica tutt’altro che imprevedibile?
Naturalmente durante una così grave emergenza, così come durante il COVID, tutti siamo chiamati a dare un contributo costruttivo e a non speculare sui disagi della popolazione ma, almeno, per questa volta non diamo la colpa (solo) ai cambiamenti climatici.
La Basilicata Possibile

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