Elaborando tutta la serie storica (grazie ai volontari che ci hanno aiutato a scaricarli !) dei dati dell’Autorità di Bacino è facile trovare conferma di quanto avevamo già intuito.
Le prescrizioni ricevute (sulle quali ancora attendiamo risposte) hanno determinato una conduzione dell’invaso del Camastra teso a mantenerne i livelli al di sotto dei 9 Mmc (milioni di mc).
Dal grafico (con un cambio evidente dei volumi massimi invasati che prima del 2019 raggiungevano tranquillamente i 22 Mmc) è evidente che le piogge non c’entrano niente.
Il rilascio volontario fino a 12 Mmc in 15 giorni che avevamo già segnalato per Gennaio 2023, si ripete costantemente (per esempio dal 6 al 26 febbraio del 2019, e a gennaio del 2021).
Nel 2020 i rilasci volontari (sebbene di minore entità) hanno comunque portato nel mese di novembre l’invaso vicino a un livello di soli 2 Mmc (più o meno come stavamo quest’anno a metà ottobre) e solo le successive piogge ci hanno evitato una crisi simile a quella che scontiamo oggi.
È chiaro che, senza cambiamenti di gestione, a tali crisi saremo comunque esposti anche per gli anni a venire.
Possibile nessuno se ne sia accorto?
Ripetiamo le nostre domande:
- Quali prescrizioni ha ricevuto l’ente gestore della diga per giustificare questo comportamento?
- Per quale ragione o quali specifiche ragioni di sicurezza?
- Quando queste prescrizioni sono state ricevute?
- Quali interventi erano stati richiesti per il ripristino della funzionalità della diga (al di là dello sfangamento in assenza del quale la diga comunque avrebbe potuto invasare circa 22 Mmc)?
- Quali interventi da allora sono stati messi in essere per ripristinare le possibilità di invasare (almeno) fino a 22 Mmc come prima delle prescrizioni?
- Chi e quando è stato informato dei rischi cui si andava incontro per effetto del mancato ripristino della funzionalità dell’invaso in modo da consentire di arrivare preparati ad una crisi idrica tutt’altro che imprevedibile?
La Basilicata Possibile

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