Potenza capoluogo con la tassa sui rifiuti più bassa d’Italia: ma è davvero così per tutti i potentini?
Dagli studi divulgati dall’amministrazione e dall’assessore all’ambiente Galella, si evince che la TARI, nella nostra città è pari a 121 euro, contro i 221 di media regionale.
L’analisi però si riferisce alle sole utenze domestiche e non dà conto di come tale tassa si ripercuota sulle attività commerciali.
Nel nostro comune si è scelto, in maniera apparentemente arbitraria che la ripartizione dei costi totali fossero a carico delle utenze domestiche per il 33% e al 67% per le attività commerciali.
Risulta chiaro come la maggiore pressione fiscale sulla tassa dei rifiuti sia a carico delle attività commerciali cittadine.
Viceversa, la quota maggiore dell’elettorato (i cittadini che non hanno attività commerciali) subendo una contenuta pressione fiscale, potrebbe (almeno da questo punto di vista) ritenersi soddisfatta dell’operato della pubblica amministrazione.
È noto che il carico fiscale sulle attività commerciali ha contribuito ad aumentare le difficoltà delle stesse, creando in città l’abbandono di locali commerciali, maggiore disoccupazione, scoraggiando inoltre chi vorrebbe fare impresa.
Ne è prova il sostanziale fallimento della iniziativa dell’Amministrazione (precedente) per rimborsare TARI e COSAP agli esercizi commerciali del Centro Storico che fossero in regola con i pagamenti negli anni precedenti.
A fronte dei 350.000 euro/anno appostati le richieste di rimborso pervenute non arrivano a 100.000 euro segno di una diffusa e perdurante difficoltà per gli esercenti di far fronte alle spese.
Con molto meno, si sarebbe potuto garantire con orari prolungati delle scale mobili e dei bus urbani e con trasporti pubblici più frequenti ed efficienti (circolare dell’anello del Centro Storico), un accesso al centro meno frustrante e sicuramente di maggiore impatto (a che serve pagare meno tasse per un negozio senza clienti?).
Se poi entriamo nel dettaglio di quelle che sono le quote che le attività commerciali devono pagare nel comune di Potenza, nel comune di Udine (secondo comune più economico) e quello di Catania (il più caro), il quadro diviene più chiaro.
A titolo esemplificativo e chiarificatore le riportiamo schematicamente in tabella.

Per saperne di più scarica il nostro comunicato:
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