Oggi, in audizione congiunta di tutto il Consiglio Comunale, i consiglieri di LBP hanno avuto modo di porre direttamente a Ernesto Esposito, direttore del Dipartimento Regionale Politiche della Persone e Responsabile dalla Task-Force regionale per l’emergenza Covid-19, le domande che molti di noi (a cominciare dai cittadini che numerosi stanno sottoscrivendo l’appello su Decanter on-line) da tempo si pongono.
Eccole:
1) Si capisce che, al di là della buona volontà di tutti, la ridotta disponibilità di DPI per gli operatori (e di mascherine per i cittadini), di dotazioni strumentali (respiratori, caschi, tamponi e relativi laboratori di analisi, reagenti, etc.), addirittura di farmaci fondamentali, può rappresentare un limite a qualunque buona prassi di gestione dell’emergenza. Tuttavia:
È stato fatto un inventario delle scorte e delle disponibilità (anche nelle strutture private) e una previsione delle dotazioni necessarie? In assenza di tempi certi di consegna si sono valutate, come in altre regioni possibilità alternative di auto-produzione (in Basilicata abbiamo realtà eccellenti per esempio nel settore della stampa 3D, e altre realtà industriali che potrebbero essere riconvertite). C’è un coordinamento tra domanda e offerta dei presidi? Quali criteri per la distribuzione? Quale è lo stato attuale di dotazione di DPI degli operatori sanitari e non?
2) Come affermato dai maggiori esperti della materia, la battaglia contro il coronavirus si vince sul territorio, operando con la limitazione dei contatti la individuazione dei soggetti asintomatici e la gestione ottimale dei pazienti paucisintomatici e dei loro conviventi e contatti.
Sono state elaborate e adeguatamente diffuse delle linee guida e protocolli chiari per tutte le categorie (cittadini che stanno a casa, cittadini che lavorano, volontari, operatori sanitari, soggetti positivi asintomatici, soggetti positivi sintomatici)?
3) Molti cittadini utilizzano impropriamente le mascherine (per esempio quelle con esalatore) aumentando il rischio di diffusione del contagio oppure senza (quando usano le FP1) nemmeno garantire la protezione per sé.
Non sarebbe utile una campagna informativa a questo proposito assumendo le indicazioni fornite congiuntamente da Ministero dell’Interno e della Salute (il 19-3-2020) con la scheda messa a punto da ASSO.FORMA
4) La assistenza ai non auto-sufficienti, ai soggetti fragili, a coloro messi in quarantena obbligatoria o a quelli che non possono isolarsi dalla famiglia per mancanza di spazi autonomi sufficientemente grandi, pone problemi organizzativi enormi. Il contagio dei propri familiari è l’incubo di ciascun operatore (sanitario e non) costretto spesso ad operare in condizioni precarie di protezione.
- Quali azioni si intende intraprendere per le persone attualmente in isolamento domiciliare o che di tale isolamento avrebbero necessità? Sono state previste strutture apposite per evitare che il contagio dei familiari continui ad essere la norma al primo caso di contagio in famiglia? Quali azioni si intende intraprendere per le persone attualmente in isolamento domiciliare o che di tale isolamento avrebbero necessità? Sono state previste strutture apposite per evitare che il contagio dei familiari continui ad essere la norma al primo caso di contagio in famiglia?
- È possibile individuare una regia unica e riconoscibile che attraverso il coordinamento di tutte le risorse umane disponibili consenta, dopo aver approntato luoghi idonei (alberghi, ex-cliniche, etc.) per consentire l’isolamento, anche un supporto domiciliare adeguato?
5) Non dovrebbe anche la unità di crisi oltre a dotarsi di un comitato scientifico qualificato (la task-force?) che ne indirizzi le scelte, stabilire un rapporto più stretto con Università e Centri di ricerca oltre ad avvalersi di figure con esperienza organizzativa specifica nella gestione delle emergenze soprattutto in carenza di risorse adeguate (e.g. Emergency, Medici senza frontiere, etc.)
6) Il Governo offre l’opportunità di aumentare la dotazione del personale sanitario da noi già estremamente carente prima della crisi.
Quali azioni sono state messe in campo o previste per cogliere questa opportunità e evitare che il gap Nord-Sud a fine crisi risulti addirittura aumentato?
7) Pensate di adottare tutti i provvedimenti necessari affinché siano le farmacie del territorio a dispensare i farmaci della distribuzione diretta (farmaci oncologici ecc.) per tutto il periodo dell’emergenza epidemica, evitando quindi ulteriori spostamenti ai cittadini?
A queste e alle altre questioni poste dai consiglieri presenti, a quelle poste dai tanti cittadini che stanno sottoscrivendo l’appello di Decanter, chiediamo che si dia comunque una risposta pubblica nell’ambito di una comunicazione che sia la più trasparente e vicina alle preoccupazioni dei cittadini. Sarà poi compito di ognuno valutare se agli impegni presi seguiranno atti concreti.
Intanto, per parte nostra, inauguriamo sul nostro sito una pagina dedicata, dove ognuno possa trovare rapidamente le informazioni utili per affrontare questo difficile passaggio in maggiore tranquillità.
La Basilicata Possibile
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